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Il successivo Direttore, Carlo Allioni, medico, fu uno dei più insigni botanici del secolo, autore della "Flora Pedemontana" nella quale sono elencate e descritte le specie individuate in più di vent'anni di esplorazione sul territorio.
L'opera è altamente innovativa soprattutto per la presenza di numerose osservazioni sull'ecologia e sulla distribuzione delle varie entità che venivano inoltre raccolte e poste in coltura nell'Orto. In tal modo le collezioni vive si arricchiscono fino a raggiungere circa 4500 specie, parte delle quali erano anche conservate dopo essicazione, dando così l'avvio di exsiccata che costituiscono un importante nucleo dell'attuale Erbario
Le entità coltivate erano inoltre fatte rappresentare mediante disegni eseguiti, sotto costante controllo del Botanico, da pittori specializzati che, al grande rigore scientifico, riuscivano ad unirne uno artistico altrettanto elevato.
Le tavole della "Flora Pedemontana" e dell'"Iconographya Taurinensis", iniziata quest'ultima con la fondazione dell'Orto sotto la direzione di G.B.Caccia e proseguita sino al 1868, rappresentano un patrimonio inestimabile e documentano il costante rapporto fra l'Orto Botanico, inteso come Museo vivente, e la ricerca scientifica.
Altri illustri Direttori come C.L. Bellardi, G.P. Dana continuarono la tradizione di erborizzazioni e di coltura nell'Orto.
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